#lasvizzeranelpiatto: la tajedda

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Se sapete che origini ha la ricetta della tajedda avrete sicuramente strabuzzato gli occhi a leggere questo titolo, ma tutto c’è un perchè…perchè associare la Svizzera ad un piatto della tradizione salentina? non solo c’è una ragione ma ben due!! La prima è una sfida, quella lanciata da Tery e dal consorzio dei formaggi della Svizzera, che ha chiesto di ricreare con uno dei loro formaggi una ricetta della cucina italiana, io ho usato lo Sbrinz DOP (di cui mi sono perdutamente innamorata). Adesso vediamo al motivo numero due: perchè ho scelto proprio un piatto salentino? Qualcuno l’avrà letto che sono un mix di regioni in una persona sola, lombarda, milanese e per metà anche salentina: più di cinquanta anni fa, mia nonna partì con mio nonno e il figlio più grande alla ricerca del lavoro, arrivando ad Aarau, nella parte tedesca per fare la stiratrice, mia nonna ha amato profondamente la svizzera ed ancora oggi la ricorda con grande affetto.

Quindi questo piatto è per lei, che da buona salentina non dimentica mai la sua cucina d’origine, me la sono immaginata oggi rifare la ricetta, con gli ingredienti reperibili, sicuramente userebbe lo sbrinz e la farebbe così!!
La tajedda originale prevede anche il pomodoro, ma mia nonna l’ha sempre fatta così, quindi l’ho omesso come fa lei!!

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{ ingredienti }

1kg di cozze • 6 patate • 3 zucchine • 1 cipolla • 150 gr di Sbrinz grattuggiato • 60 gr di riso • 1 bicchiere di vino • sale • pepe • olio extravergine • 1/2 bicchiere di acqua

Per prima cosa aprire le cozze mettendole in una pentola con il coperchio con un bicchiere di vino, dopo 5 minuti circa si saranno aperte tutte (quelle che non si aprono, buttatele!) In una pirofila mettete un filo d’olio, mettete uno strato di cipolle tagliate sottili poi adagiate le patate tagliate a fettine spesse 3/4 mm e fate lo stesso con le zucchine tagliate in trasversale.  Salate e pepate a piacimento. Dopo aver fatto questi tre strati di verdure, adagiate le cozze (solo la metà con il mollusco ovviamente), quelle restanti, io le ho staccate dal guscio e le ho messe aggiunte alle cozze già sistemate sulla pirofila. Cospargete il rido crudo sopra e spolverate con 1/3 del formaggio.Ora fate lo strato di verdura con cipolle, zucchine e patate in questa sequenza. Aggiungete un filo d’olio e coprite con il restante formaggio. Nei buchi versate il mezzo bicchiere d’acqua. Infornate a 180°C per 50 minuti / 1 ora. Consiglio di mangiarla qualche ora dopo quando avrà assorbito bene tutta l’umidità e avrà preso il gusto.

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10 Comment

  1. ottima la tua tajedda, è un piatto di cui ci siamo innamorati quando siamo andati nel Salento…. 🙂

  2. Ammetto di esser fortunata, posso scegliere piatti dalle verie cucine regionali, ma ammetto che quella salentina è quella che preferisco, è la più golosa e gustosa!!

  3. Ma quanto sono felice che qualcuno ha pensato a questo piatto!! E poi con il significato che hai dato a questa ricetta, con l'affetto per tua nonna, la tradizione di casa, trovo che abbia anche una marcia in più! Grazie mille per questo post!!

  4. Mia nonna rimpiange di non essere rimasta in Svizzera e ne parla sempre con nostalgia, ma mio nonno non è voluto restare, ora che sono 40 anni che vive in Piemonte continua a cucinare tutti i giorni le ricette salentine, io sono sicura che se fosse rimasta li avrebbe fatto lo stesso, perchè quando le radici sono profonde non importa il luogo in cui sei…

  5. Ma pensa che non la conoscevo, ne ho imparata un'altra! Buonissima questa ricetta, complimenti 🙂 Un bacione!

  6. Mai mangiata e mai sentita!!!…..Dagli ingredienti sembra un piatto molto gustoso, spero un giorno di aver modo di provarlo. Baci

  7. Non la conoscevo! Sembra ottima!

  8. beh io qui non ho inventato nulla!! ho rifatto la ricetta di mia nonna!! cose semplici ma buone!! 🙂

  9. è molto semplice, basta avete tempo per fare gli strati perchè devono essere fatti bene per avere una cottura uniforme!! ma direi che poi ne vale la pena quando la si mangia!!

  10. effettivamente non è un piatto iperconosciuto, esiste la versione barese e l versione salentina, che differisce dal riso aggiunto o no. ma non è il piatto più famoso in puglia…anche se in casa si mangia davvero spesso per lo meno nella mia famiglia!

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