Arancini di riso venere risottato con purea di asparagi e cipolle di tropea e gambero crudo

Finalmente ecco svelata la ricetta che ho cucinato durante la #vre1 a Vercelli qualche settimana fa, ho pensato a qualcosa di speciale, che fosse non solo bello ma soprattutto buono, mi sono ispirata alla ricetta che ha vinto il contest di Quota 101 e ho dato sfogo alla fantasia.
Ammetto che la ricetta non l’avevo mai provata, perchè non ho avuto davvero tempo, quindi è stato un vero e proprio esperimento in cucina, non la mia però!
Questi  arancini ( o arancine) con l’arrivo della bella stagione secondo me sono perfetti da fare in anticipo e poi servire, dopo un veloce passaggio in forno, ai vostri ospiti affamati, il tempo di cottura è di circa due ore e mezza perchè bisogna lasciar riposare e raffreddare il riso per preparare gli arancini, tempo che io non avevo e che ho cercato di guadagnare smuovendo i riso su una spianatoia, ma soprattutto  ustionandomi le mani! lo ammetto: voglio anche io le mani di amianto!!

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Tartellette alla cipolla di Tropea, robiola e datterino giallo

Questa ricetta è quella della svolta verso la primavera…ok so che manca ancora un pò, ma lasciatemi sognare, no?Quando ho visto questi pomodorini, i datterini gialli al naturale di Così com’è, sono impazzita; al primo sguardo già avevo capito esattamente quale fine avrebbero fatto, sopra delle eleganti tartellette.Io amo tantissimo questo tipo di pasticceria salata, non la faccio spesso ed è un errore, perchè mi da la stessa soddisfazione di un dolce.

Ho scelto di unire il dolce della cipolla rossa di tropea, con il gusto delicato della robiola fresca, del timo profumato ed infine il mio datterino che una volta in forno è diventato un bel pomodorino confit.
Fare la frolla salata è davvero semplice e veloce, questa può benissimo essere una ricetta last minute, magari facciamo last hour va!
Noi abbiamo mangiato queste tortine con un buon Sancerre francese, ma anche accostato a un vino bianco leggermente fruttato come un Muller potreste rimanere piacevolmente entusiasti di questo aperitivo.
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Biscotti salati al pecorino romano e sesamo

Torno al blog dopo qualche giorno di assenza, ho dedicato questo week end a cucinare, a rilassarmi un po’, ma è un periodo strano…pieno di enormi cambiamenti nella mia vita, rivoluzioni e discussioni…ultimamente arrivo arrancando al fine settimana, più stanca del solito, ma prima o poi passerà… non può piovere per sempre no?

Lo scorso week-end @wineater era ad una degustazione tutto il giorno, io allora mi sono svegliata presto, sono andata a comprare legno, pennelli e vernici e nel salotto di casa mi sono costruita le mie nuove tavole per i set fotografici, sorvolando il fatto che ho macchiato per terra, mi sono incollata le dita e i jeans, e infine ho respirato acquaragia come se non ci fosse un domani, sono abbastanza soddisfatta del lavoro…e a voi piace?
Per l’occasione ho fatto dei mini biscottini al pecorino romano con i semini di sesamo che mi aveva mandato Melandri Gaudenzio, secondo me sono venuti fuori perfetti e davvero buoni…allora pronti a invadere la cucina di un buon profumo di burro e sesamo?

Bagase con lardo e sale alle erbe

Per partecipare al contest Quota 101 bisognava pensare ad uno street food che si accompagnasse con il Malterreno, un blend di uve Tocai e Garganega dei Colli Euganei dal sapore delicato, leggermente fruttato; ho quindi pensato a qualcosa che non coprisse il gusto, anzi lo esaltasse.

I primi giorni ho pensato a qualcosa di origini salentine, ma era tutto troppo gustoso e saporito, perfetto però con vini rossi corposi come lo sono quelli del sud, poi ho pensato allo street food della mia zona, forse l’unico, che per me è il migliore al mondo, semplice, personalizzabile e sempre buonissimo.
Le bagase (o friciule) sono fatte con un tipo di impasto simile a quello della pizza, ma più asciutto, vengono fritte e accompagnate con lardo di qualità, io ho anche fatto un sale pestato con erbe aromatiche per dare quella nota che mancava…
In risultato è stato un pranzo improvvisato con gli amici, con tre enologi che degustavano il Malterreno con uve qui da noi conosciuto… mentre scattavo le ognuno faceva qualcosa: chi preparava il tavolo, chi riempiva i bicchieri e chi riordinava, inutile dire che il pranzo si è protratto fino alle 5 di sera, ma quando c’è buon vino buon cibo e buona compagnia, cosa c’è di meglio?
Prossima volta tappa in Veneto, direzione Torreglia sui colli Euganei…siamo curiosi si scoprire la loro avanguardia bucolica e assaggiare gli altri vini 🙂